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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Andezeno
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mwhgAndezeno (pronuncia /andeˈʣʣeno/cite-ref-4[4]; mwjaAndzen in mwjqpiemontese) è un mwjgcomune italiano di mwjw1 975 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwlacittà metropolitana di Torino in mwlqPiemonte. Sorge su un'altura a nord-ovest del mwlgMonferrato e a nord-est della pianura di mwlwChieri.

Contents

Storia
Simboli
Note

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Geografia

Piccolo centro di mwmw7,8 km² sulle pendici della collina torinese, dista 20 chilometri da mwnaTorino, sulla strada Provinciale Chieri-Castelnuovo Don Bosco in direzione del mwnqMonferrato e di mwngAsti.

Origini del nome

Il mwoqtoponimo di origine celtico-latino, secondo mwogDante Olivieri, deriva da mwowAndicus, da cui sarebbero derivate le proprietà di Andi, Andeco e Andicello, tre mwpacurterm distinte, poi divenuto mwpqAndsèn, che rimanda a un derivato in mwpg-ellus, successivamente italianizzato in Andezeno. Una differente considerazione sull'origine toponomastica è stata proposta nel derivato da mwpwAndes, nome di tribù celtica (mwqaGiulio Cesare, mwqqmwqgDe bello Gallico) attestata nel centro della mwqwFrancia e nella pianura padana, nei pressi di mwraMantova, da cui mwrqAndi > mwrgAndio, collina a nord di Andezeno, trasformatosi poi nel diminutivo sulla collina più a valle, di mwrwAndes-ellus, Andezeno.

Storia

Andezeno (mwsgAndzèn) è un'antica località di origine celtico-latina. In età romana per la sua vicinanza, due miglia, apparteneva all'agro del mwswMunicipium di mwtaCarreum (o mwtqCarream) mwtgPotentia, l'attuale mwtwChieri. La sua prima citazione scritta risale all'anno mwua992 in un documento dell'imperatore mwuqOttone III, di conferma di beni al monastero benedettino di mwugBreme già della mwuwNovalesa. Il luogo si forma con l'unione di più proprietà (mwvacurtem e celle monasteriali) del territorio. Citato nel 992 il Monastero di Breme, già Monastero della Novalesa, nel mwvq1034 il Monastero di Nonantola e la nobile famiglia Pombia-Biandrate con le mwvgcurtem di Andego e il villaggio di Cesole, nel mwvw1047 le mwwacurtem di Andio e Andego del Vescovo di Torino e nel mwwq1159 la mwwgcurtem de Calliano del mwwwvescovo di Torino, e nel 1253, ma già in precedenza la Bicocca di Moano dei nobili Valimberti.

La mwxqCurtem/Cella Monastero benedettina in mwxgAndesellus, in età medioevale, è il luogo di maggior sviluppo, fortificato con castello e mura, appartiene ai Monaci del Monastero di Breme/Novalesa, che ne sono anche feudatari ed è successivamente feudo diretto dell'imperatore di cui sono commendatari nel mwxw1026-mwya1027 il vescovo di mwyqComo, per amicizia personale con l'imperatore mwygCorrado, nel mwyw1048 il vescovo di mwzaPavia e dal mwzq1065 il vescovo di Como. Nel mwzg1152 mwzwpapa Eugenio III riconferma a Rainaldo, abate di San Pietro di Breme, tutti i suoi possessi.

Con la pace mwaqin Andezeno del mwag1260 nella lotta fra il libero Comune di Chieri e la nobile famiglia mwawBiandrate, il vicino villaggio di mwbaCesole viene diviso a metà fra Chieri e Andezeno con la distruzione del castello. I Biandrate a loro volta assegnano la proprietà terriera di Cesole al nobile Pietro De Castello (padre di Algisa, moglie di Gottofredo di Biandrate). È assai probabile (pur mancando la documentazione) che i Biandrate, proprietari anche della mwbqcurten in Andeco, sul territorio di Andezeno, al fine di non perdere la loro maggior influenza su Chieri, si accordino o acquistino dal Monastero di Breme i diritti sugli uomini di Andezeno per cinque soldi d'oro di Vienne, annuali, come risulta dalla successiva vendita (se pur impropria) della proprietà (mwbgper duemila lire Astesi) fatta del luogo con i suoi abitanti al comune di Chieri nel dicembre del mwbw1290, a danno del Monastero di Breme. Da tale data Andezeno è unito a Chieri pur mantenendo autonomia amministrativa con un suo podestà prima di nomina chierese e poi del luogo.

Il luogo segue le vicissitudini del comune di Chieri che, nel mwcq1339, presta dedizione al re mwcgRoberto d'Angiò, e nel mwcw1347 ad mwdaAmedeo VI di Savoia e a mwdqLudovico d'Acaia. Nel febbraio mwdg1333 re mwdwGiovanni di Boemia ne incendiò il ricetto, ma poi si ritirò per aver subito la perdita del suo capitano e altri due soldati. Nel mwea1396 mweqFacino Cane devastò il Chierese e bruciò alcune case anche in Andezeno. Di questo secolo è la notizia di una comunità Catara affiliata a quella di Moncalieri ed è risolta la lite per la parrocchia a favore del vescovo di Torino contro il monastero di Breme. Nel mwegXV secolo, dopo una lunga lite per il pagamento del tasso, venne diviso il territorio con i comuni confinanti. Nel mwew1510 a seguito dell'elezione di mwfapapa Giulio II, commensale e parente dell'abate commendatario, Breme si impossessò nuovamente della parrocchia e ne nominò un suo parroco. Nella successiva guerra tra mwfqFrancia e mwfgSpagna, Breme perse ogni diritto sulla parrocchia per l'occupazione e distruzione del monastero stesso. Nei primi giorni del dicembre mwfw1543, Andezeno fu occupato dalle truppe francesi e pochi giorni dopo venne distrutto da quelle spagnole alleate dei Savoia al fine di rioccupare il luogo ed allontanare la minaccia degli imperiali su Chieri. Considerati traditori per essersi arresi ai francesi, gli andezenesi furono allontanati dal luogo e solo nell'aprile del mwga1545 ottenneroo la grazia dal re mwgqCarlo di Savoia alla rioccupazione e ricostruzione del luogo e infeudati delle loro proprietà. Nel mwgg1619 Andezeno fu concesso come signoria, al chierese Giovanni Battista Gabaleone, intendente di Casa Savoia e, dal mwgw1649, fu elevato al titolo di contado con mwhaBaldicchieri e mwhqSalmour. Il 15 giugno mwhg1728 il conte Francesco Giacinto Gabaleone di Salmour, con approvazione del Senato, emanò i mwhwBandi Campestri da osservarsi nel territorio. Imparentati con la nobile famiglia dei Balbiano di Colcovagno, gestirono alternativamente con i loro eredi ed altri la riscossione del tasso.

Nel mwiq1719, dopo tre giorni di missione dei Padri mwigGesuiti, in Andezeno sorse l'Associazione di Carità contro l'accattonaggio ed in soccorso dei poveri. Nel mwiw1753, denominata "la filatura", fu attivo un setificio, proprietà della più prospera della famiglia Villa, commercianti a mwjaTorino. Nello stesso anno la Comunità approntò una fornace per i laterizi da utilizzare nella costruzione della nuova chiesa parrocchiale. Ceduta nel 1819 alla famiglia Pasquina, cessò l'attività nel 1939. Con l'occupazione mwjqnapoleonica del Piemonte, Andezeno fu incluso nel cantone del Po, distretto di Riva presso Chieri. Nel 1834 tramite il conte Giulio Cesare Balbiano d'Aramengo, il comune ricorse, senza esito, al fine di erigersi a distretto indipendente. Il 25 novembre dello stesso anno, ebbe inizio, finanziata dal medesimo conte Balbiano, la prima scuola, un laboratorio femminile, l'asilo infantile e una piccola infermeria, presso la parrocchia, gestita da due suore Vincenzine di S. mwjgGiuseppe Benedetto Cottolengo. Il 5 marzo mwjw1885 fu costituita la Società Cooperativa Agricola di Andezeno con trentacinque soci. Nel mwka1907 nacque la Società Cooperativa in n.c. Coppo, Gaschino e C., Cassa Rurale di prestiti S. Giorgio con ventuno soci, in seguito affiliata a quella di Bagnolo Piemonte, rovinosamente fallita nel mwkq1926.

A causa dell'emigrazione verso la città e relative industrie, la popolazione si ridusse a poco più di 900 abitanti, per aumentare nuovamente dopo la seconda guerra mondiale con l'immigrazione prima dal mwkwVenetmwlao e poi dal sud Italia. Nella seconda metà degli anni 1950, tramite il sindacalista Luigi Macario, Andezeno fu riconosciuto area depressa con i relativi benefici per nuovi insediamenti produttivi e nel 1959 alla presenza del ministro mwlqGiuseppe Pella fu inaugurato lo stabilimento industriale mwlgPlaximetal. Dalla vicina Chieri si trasferirono nuove industrie tessili che con altri nuovi stabilimenti produttivi, nel tempo, costituirono l'area industriale e la conseguente trasformazione territoriale da area prevalentemente agricola ad area produttiva. Il 19 gennaio 1972 il Consiglio comunale, su proposta del vice sindaco Ernesto Coppo, fu adottato il primo piano regolatore generale individuando le aree abitative, commerciali, produttive e agricole.

Simboli

Lo stemma, derivato da quello dei nobili Rochato (Roccati), è utilizzato dal comune anche se privo di formale decreto di concessione e si può blasonare: mwmqd'azzurro, alla montagna di verde al naturale, movente dalla punta, dalla quale sgorga una sorgente scorrente in banda verso il cantone sinistro della punta, sormontata da tre stelle d'argento, ordinate in fascia. Lo scudo è accompagnato da due cartigli, uno sormonta il capo con l'iscrizione latina mwmgmwmwSic virtus e l'altro sotto alla punta: mwnamwnqCommunitas Antecelli. La corona è quella da comune.

Il gonfalone in uso è costituito da un drappo di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse

Il centro storico

Andezeno fu quasi totalmente distrutta nel mwog1543. Vi sono scarse testimonianze dell'originale tessuto urbano medioevale che, con alcune piccole viuzze, forma oggi il centro storico in cima alla collina, mwowbastionata con mura risalenti al XVIII secolo: l'ex asilo infantile, ora casa privata; un edificio risalente al XV secolo con una pregevole facciata in mattoni a vista con quattro finestre ad mwpaarco acuto; la parrocchiale di San Pietro, Giorgio e Giustina del 1753; la chiesa dei "Batu" del 1596; la torre campanaria risalente al mwpqXII secolo, in origine torre di difesa del castello; l'antico Palazzo dei nobili, conti Balbiano del XVI secolo; Palazzo degli Ormea; e dai più moderni Palazzo-residenza della famiglia Villa (Villa S. Carlo) del mwpgXVIII secolo; dalla casa Angelino del XIX secolo; dalla vigna"settecentesca della famiglia Valimberti-Varrone, ora Condio. Casa Richeto, Richetto del XVII secolo residenza (nel XIX secolo) del comandante della Guardia Civile di Chieri, Francesco Piovano, ora Villa Balbiano. La Villa-Castello Simeon costruita tra 1825-1830. Sul territorio gli antichi nuclei agrari (ex mwpwcurtensi), con Cappella, di "Cesole" con il mulino ad acqua del XV sec. e di "Fruttera", dal 1818 proprietà del ministro savoiardo e filosofo francese mwqaJoseph de Maistre, ove nel 1857 soggiornò don Bosco con i suoi ragazzi ospiti della contessa Ottavia, deceduta in concetto di santità. La Cascina "Tario", in parte trasformata in residenza civile e in parte, in comodato d'uso, sede della Comunità "Cascina Tario" di mwqqdon Luigi Ciotti.

Il castello

L'ultima notizia del castello medioevale di Andezeno è fornita dall'antico catasto del 1533, in cui risulta occupato dalla famiglia dei tre fratelli Pozzo. Il nucleo originario del castello, di cui restano poche tracce, risale al XII-XIII secolo. Fu gravemente danneggiato e poi distrutto nel XVI secolo dall'esercito spagnolo e da quel momento non se ne hanno più notizie. Esso è stato in parte incorporato nella costruzione della nuova residenza della famiglia Ormea e Berta nel secolo XVII e della famiglia Villa all'inizio del XVIII secolo, con la totale trasformazione della collina sul lato sud-ovest verso Chieri.

La Parrocchiale di San Pietro, Giorgio e Giustina

Dedicata ai patroni del paese, è opera dell'architetto Giovan Battista Casasopra. Fu costruita fra il mwsw1753 ed il mwta1759 e consacrata nel 1764, dopo anni di discussioni sull'opportunità o meno di abbattere la vecchia chiesa parrocchiale medievale di San Pietro (di proprietà dei monaci del monastero di Breme, già della Novalesa), troppo piccola e fatiscente.
La chiesa è a mwtgnavata unica rettangolare con sei mwtwcappelle, tre per lato, comunicanti. Il soffitto è a botte ed mwuaaffrescato dai fratelli mwuqPaolo Emilio Morgari e Luigi Morgari. Sotto l'altare maggiore è presente un'mwugurna riccamente mwuwcesellata in cui è conservato il corpo di santa Giustina martire proveniente dalle catacombe romane, protettrice dei frutti della terra, festeggiata ogni anno nell'ultima domenica di ottobre.

La Chiesa dei Batu

La confraternita di San Marco, conosciuta con il nome di "Chiesa dei mwvgBatu", ha svolto un ruolo significativo nella storia del paese. Essa era proprietà dell'antica Compagnia dei Disciplinanti, o Battuti, movimento religioso che si rifà alla predicazione di san mwvwVincenzo Ferreri ma che ha le sue origini più lontane nei movimenti pauperistici dell'mwwaXI secolo. I lavori per la costruzione iniziarono nel 1596 e si conclusero con la consacrazione nel 1604 da parte dell'arcivescovo Carlo Broglia che per l'occasione ricevette il dono di un baldacchino in damasco. In una relazione del tempo si legge «…si andava a gara tra confratelli e sorelle, di arricchir di arredi la nuova chiesa…», tanto che diventò uno specchio per la nobiltà locale, che poteva confrontarsi nelle iniziative devozionali. Il risultato fu la creazione di un ricco e fastoso arredo di cui ora non rimane altro che la descrizione.
Ristrutturata nel 1844 e nuovamente alla fine del secolo per rimediare a una situazione dissestata da interventi provvisori. La decadenza iniziò ai primi del Novecento quando le peggiorate condizioni della popolazione locale non permisero più di elargire doni come in passato.

La Chiesa di San Gregorio (Grato) e poi Giorgio al Cimitero

La Chiesa era originariamente detta di "San Gregorio, (Grato)", come risulta nella mwyavisita pastorale del 1584 di monsignor Peruzzi. Sorge alla sommità dell'omonima collina di S: Giorgio, a nord, poco distante dal paese, nell'antico cimitero (I-II, secolo a.C.), ed ex mwyqCurtem in Andeco.. Di antichissima origine, la parete sud (meglio conservata), seppur ampiamente rimaneggiata, conserva i segni di muratura costruita con materiale litico di recupero dall'adiacente Cimitero e risalente all'età Romana. Nel X-XI secolo, sono state aggiunte l'Abside ed i portali in stile romanico-lombardo e successivamente restaurata più volte nei secoli. I lavori di restauro del mwyg1959 hanno evidenziato la natura più antica della Chiesa: la parete nord ed il tetto sono state totalmente rifatti e la facciata rimaneggiata.

Società

Evoluzione demografica

Negli ultimi settanta anni, a partire dal 1951, la popolazione residente mwzgè raddoppiata.

Abitanti censiticite-ref-5[5]

Stranieri

Secondo i dati mw1gIstat al 31 dicembre 2017, i cittadini stranieri residenti ad Andezeno sono mw1w188cite-ref-6[6], così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significativecite-ref-7[7]:

1. Romania, 136

Cultura

Biblioteche

Ad Andezeno è presente una biblioteca civica, registrata sotto il Polo regionale Piemonte 2cite-ref-8[8].

Economia

Paese prevalentemente agricolo sino al secondo dopoguerra, dai primi anni Sessanta ha subito una forte industrializzazione. Ai primi anni Ottanta risale la costruzione di un'area artigianale-industriale situata a sud-ovest rispetto all'abitato.
Oggi Andezeno vanta numerose piccole e medie aziende nei settori alimentare, meccanico, tessile, grafico, cartotecnico, stampaggio materie plastiche, industria molitoria, produzione di mangimi e alimenti per animali e pitture speciali per l'edilizia.
Tra i prodotti tipici locali spiccano il mw7agrissino mw7qRubatà, il rinomato vino Freisa, le cipolle "piatline", i cardi, protagonisti della "Sagra del Cardo e della mw7gBagna Càuda", manifestazione che ha luogo ogni anno la seconda domenica di ottobre.

Amministrazione

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 2004 | 2009 | Emanuelita Nosengo | lista civica | Sindaco | |
| 2009 | 2014 | Emanuelita Nosengo | lista civica | Sindaco | II mandato |
| 2014 | 2019 | Franco Gai | lista civica Tutti per Andezeno [ 9 ] | Sindaco | |
| 2019 | 2024 | Franco Gai | lista civica Tutti per Andezeno | Sindaco | II mandato |
| 2024 | in carica | Agostino Ambrassa | lista civica Tutti per Andezeno | Sindaco | |

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwaqemwaqimwaqmBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwaqqdemo.istat.it, mwaquISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwaqkmwaqomwaqsClassificazione sismica (mwaqwmwaq0XLS), su mwaq4rischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwarimwarmmwarqTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwarumwaryPDF), in mwarcciterefmwargLeggemwark mwaro26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwarsAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwarw 151. mwar0URL consultato il 25 aprile 2012 mwar4(archiviato dall'mwar8url originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. Cioè con la mwasm-z- sonora e l'mwasu-e- chiusa. mwasc mwasgmwaskBruno Migliorini mwasoet al., mwassmwaswScheda sul lemma "Andezeno"mwas8, in mwatcmwatgDizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2010, mwatkISBNmwato 978-88-397-1478-7.mwatw
cite-note-55. Dati tratti da: mwauamwauemwauimwaummwauqPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwauumwauyPDF), su mwaucebiblio.istat.it, mwaugISTAT. mwaukmwauomwausmwauwPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwau0esploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-66. mwavimwavmmwavqDato Istat al 31 dicembre 2017, su mwavudemo.istat.it. mwavyURL consultato il 27 agosto 2018 mwavc(archiviato dall'mwavgurl originale il 6 agosto 2017).
cite-note-77. Dati superiori alle 20 unità.
cite-note-88. mwav8mwawamwaweIstituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane e per le Informazioni Bibliografiche 3A - Biblioteca civica di Andezenomwawq, su mwawwiccu.sbn.it. mwaw0URL consultato il 30 marzo 2022.
cite-note-93. mwaxemwaximwaxmComune di Andezeno Liste e risultati, su mwaxqrepubblica.it. mwaxuURL consultato il giugno 2014 mwaxy(archiviato dall'mwaxcurl originale il 30 maggio 2014).

Bibliografia

• mwaxsIl Piemonte paese per paese, Ed. Bonechi, 1993, pp.mwaxw 69 – 71.
• Andezeno "Mille anni di storia" mwax4Territorio, popolamento e potere nei secoli medioevali - Ed. Comune di Andezeno, 1992
• Andezeno "Mille anni di storia" mwayaProduzione sacra, strategie devozionali e tutela, sec. XVII-XIX - Ed. Comune di Andezeno, 1992.
• Archivio di Stato, Torino e Milano.
• L.C. Bollea mwaym"Cartario dell'Abazia di Breme".
• Anonimo, mwayu"Cronicom Monasterii Novalicensis".
• P.D. Luigi Tatti, mwayc"Degli annali Sacri della città di Como"
• Archivio storico Città di Chieri, mwayk"Libro Rosso".
• Archivio storico mways"Comune di Andezeno".
• Archivio mway0"Parrocchia S. Pietro, Giorgio, Giustina, di Andezeno"
• Archivio della Curia Arcivescovile di Torino

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Andezeno

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.andezeno.to.it.
• citerefsapere-itAndezèno, su sapere.it, De Agostini.